La grande cittĂ come trionfo dellâinessenziale sullâessenziale, dellâartificiale sul naturale, del superfluo sul necessario. Ă il sottile filo (di divertimento angoscioso, di stralunato humour) che attraversa il libro di Michele Serra, qui alla sua prima prova di narratore. Una serie di racconti sugli inganni del âmodernoâ visto come luogo degli equivoci, come continua sottrazione di senso alla vita quotidiana, che conferma, come ha scritto Tullio De Mauro, âla sua felice capacitĂ di catturare in anteprima quelli che solo molto tempo dopo altri avvertono come intollerabili luoghi comuniâ.
La grande cittĂ come trionfo dellâinessenziale sullâessenziale, dellâartificiale sul naturale, del superfluo sul necessario. Ă il sottile filo (di divertimento angoscioso, di stralunato humour) che attraversa il libro di Michele Serra, qui alla sua prima prova di narratore. Una serie di racconti sugli inganni del âmodernoâ visto come luogo degli equivoci, come continua sottrazione di senso alla vita quotidiana, che conferma, come ha scritto Tullio De Mauro, âla sua felice capacitĂ di catturare in anteprima quelli che solo molto tempo dopo altri avvertono come intollerabili luoghi comuniâ.